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La chiesa di SAN SIMPLICIO
E'
il più artistico, importante, antico monumento religioso della
Gallura e insieme una delle testimonianze più nobili della diffusione
del primo Cristianesimo in Sardegna.
San Simplicio è il patrono della Diocesi di Tempio e della città di
Olbia.
Gli olbiesi, molto devoti del loro Santo, celebrano in Suo onore la
sagra più festosa della Gallura.
Simplicio di Olbia è il primo Vescovo di cui si ha la certa
notizia storica in Sardegna ed è l'unico Vescovo Sardo ornato
della palma del martirio. La chiesa sorge su una bassa eminenza del
terreno, ormai in pieno centro cittadino.
L'edificio
fu eretto in tre distinti periodi: il primo è da ascrivere alla
seconda metà dell'undicesimo secolo (muri perimetrali, abside,
pilastri e colonne delle navate), il secondo ai primi decenni del dodicesimo
secolo (copertura a botte delle navate e sopraelevazione dei muri perimetrali)
e il terzo, all'incirca al decennio successivo, durante il quale furono
portati a compimento la copertura e la realizzazione della facciata.
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Interamente in granito dalla calda patina giallastra,
la chiesa consta di una facciata tripartita da due lesene e arricchita
da una grande trifora che ornando il frontone rappresenta la parte
più interessante della facciata. Nel frontone si trovano, disposti
a croce, quattro bacili di ceramica ed altri quattro sì trovano
nella lunetta della trifora. Le due colonnine di quest'ultima sono
diverse. Nella sinistra notiamo infatti una piccola faccetta scolpita,
nella destra un motivo ornamentale rappresentato da una corda che stringe
due semicolonnine: i capitelli si allargano per ricevere il peso delle
arcatelle del frontone. Altro aspetto interessante è il rustico
bassorilievo rappresentante, forse, l'ingresso di Gesù in Gerusalemme
(si può osservare sotto gli archetti del lato sinistro della
facciata).
Lungo i lati dell'abside si svolge una fila di archetti romanici poggianti
alternativamente sulle lesene (altri semplici ma gradevoli archetti
di mattoni cotti, risalenti alla seconda fase costruttiva si trovano
nella parte posteriore dei lati).
L'interno è a tre navate, spartite da sette pilastri e cinque
colonne di recupero da preesistenti monumenti (è certo che una
parte del pietrame utilizzato derivi dalle mura romane) con copertura
della navata centrale a capriate lignee, e volta a botte nelle navatelle
laterali in parte con l'utilizzo dei mattoni cotti.
Altri aspetti notevoli sono i capitelli romanici della seconda e dell'ultima
colonna sinistra e della quarta colonna destra, questi ultimi ornati
da motivi antropomorfi, il primo da teste di capra o muflone (stilizzati).
Nel presbiterio, sotto la mensa dell'altare, si trova l'antica statua
di San Simplicio a mezzobusto, con reliquiario ricavato in una nicchia
nel retro. La pregevole scultura, di legno dorato risale al '600. Le
reliquie furono trovate nell'800, durante una campagna di scavi archeologici,
in una tomba presso la chiesa ed attribuite a San Simplicio.
Ne fu donata una parte anche a varie chiese sarde: quelle custodite
ad Olbia si trovano, oltre che nel reliquiario in steatite sul retro
della statua predetta, anche nella chiesa di San Paolo.
Nel presbiterio si notano tre frammenti di antichissimi affreschi,
di cui due rappresentano altrettanti Santi Vescovi (almeno uno è certamente
San Simplicio, l'altro forse è San Vittore).
Il retro dell'edificio è caratterizzato dalla presenza dell'abside
, semplice e ornata solo da due lesene e dalle mensoline scolpite degli
archetti: privo di decorazioni è il frontone che la sovrasta.
San Simplicio è stata restaurata nel 1950 e nel 1984.
La festa patronale viene celebrata ogni anno il 15 Maggio. |



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